Covid: etica della convinzione o della responsabilità?

Sinceramente non ricordo una vicenda simile: una sorta di sbandamento collettivo in grado di mettere drammaticamente in crisi la capacità di confronto e dialogo tra le persone. E non parlo del tentativo di dialogo con frange di “terrapiattisti”, che per definizione si mettono al di là di ogni possibile ragionamento, ma della radicalizzazione di posizioni (ormai incapaci di dialogare tra loro) che in questi giorni hanno coinvolto persone che, a vario titolo, dovremmo considerare abili frequentatori del pensiero. Chissà se può esserci d’aiuto quel signore che passeggia nella foto qui sopra …

Max Weber* espose la caratteristica delle due etiche riportate nel titolo, durante una celebre conferenza agli studenti di Monaco di Baviera nel 1919.

L’etica della convinzione è quella di chi segue rigorosamente i propri principi, e lo fa indipendentemente dalle conseguenze che l’applicazione di questi principi produrranno, perché guidato da un’etica capace di indicargli sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato.

L’etica della responsabilità è invece quella di chi è sempre attento a valutare le conseguenze di una certa scelta, e per questa ragione è disposto a “venire a patti” con i principi assoluti: per ottenere buoni risultati (fini) è necessario, in molte circostanze, adottare mezzi e strumenti non altrettanto buoni.

Il richiamo a Machiavelli è facile, ma Weber si allontana dalla visione stereotipata, e un po’ cinica, del famoso motto il fine giustifica i mezzi, affermando che l’etica della responsabilità è l’unica etica che può caratterizzare “l’agire politico”, inteso come la capacità di operare nella complessità sociale. Un’etica relativa, che non soddisfa certo i cercatori di assoluto e di certezze. Weber è consapevole di questo problema, non lo nasconde, auspicando al tempo stesso un atteggiamento mirato a cercare di individuare sempre le “migliori scelte possibili”.

Ognuno può trarre le proprie conclusioni. Per quanto mi riguarda, vorrei solo sperare che questa riflessione possa aiutare a riaprire il dialogo, consapevoli che non ci sono scelte e soluzioni, definitive e perfette, di fronte a problemi di tale complessità.

* Max Weber è morto nel 1920 a causa della grande epidemia Spagnola

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